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PaolaSchiavulli
La vita è dura....ma io di più!!!
9 febbraio 2012
FINITE LE SCORTE DI PANE, AI GIOVANI DIAMO I CROISAN

Non credo nei politici formati da qualche master o nelle aule universitarie, piuttosto che in mezzo alla gente, a contatto con le problematiche territoriali e alle loro implicazioni politico-amministrative. Io credo in una politica che si basa sul confronto quotidiano con i problemi reali dei cittadini e dei quartieri. Questo governo tecnico non mi piace, non mi piace questo parlamento di nominati e non eletti, trasformati in opinionisti strapagati, cui viene richiesto un commento su cose decise da altri, non mi piace questa sinistra che si mischia con la destra. Non mi piace l’arroganza delle ministre di Monti, che offendono i nostri giovani e la loro difficoltà a trovare un progetto lavorativo che garantisca loro il futuro. Le ministre tecniche del governo Monti sono troppo lontane dalla realtà dei cittadini, i nostri mammoni vorrebbero tanto cambiare lavoro, il punto è che non hanno un lavoro da barattare con un altro, e non possono andare all'estero a cercarlo perché sarebbe un problema per le famiglie mantenerli, il welfare familiare è l'unico che funziona in Italia e tale situazione, va stretta anche alle mamme dei mammoni. I nostri giovani sono migliori di quello che si pensa, difendono il loro lavoro precario, quando ce l’hanno, perché non sperano in qualcosa di altro e non hanno progetti futuri. Sono ragazzi a cui abbiamo scippato il futuro, sono ragazzi che lavorano, studiano, si arrangiano come possono pur di non gravare sulle loro famiglie e vorrebbero viaggiare per scoprire il mondo, e vorrebbero sognare un futuro migliore, ma come i loro coetanei non possono permettersi nemmeno i sogni.

Hanno smesso di credere nella politica e nei partiti, sono la maggioranza di quelli che non voteranno alle prossime elezioni.




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VIAGGI
20 ottobre 2011
AMSTERDAM OTTOBRE 2011

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POLITICA
15 luglio 2011
TAR LAZIO ILLEGGITTIMA LA GIUNTA ALEMANNO
TAR LAZIO: ILLEGGITTIMA LA GIUNTA ALEMANNO

Apprendo con soddisfazione la decisione del TAR Lazio che ha dichiarato illegittima la giunta ALEMANNO bis per mancato rispetto del principio di pari opportunità cui all’art. 51 Cost., recepito peraltro all’art. 5, e. 3 dello Statuto del Comune di Roma. La stessa situazione di sottorappresentanza e di deficit di genere e democratico si ripete alla Regione Lazio confermando una tendenza della politica di destra. Nel Consiglio regionale del Lazio risultano elette, infatti, solo 12 consigliere donne. Al di fuori delle donne elette perché presenti nel listino del presidente, solo 5 donne hanno raggiunto un numero di preferenze che ha loro permesso di entrare nel consiglio regionale. Tutto ciò nonostante che le dipendenti della Regione Lazio siano il 53% del totale Una riflessione su questi dati è d’obbligo, per comprendere la difficile ascesa delle donne nei luoghi della politica e del lavoro, e quanta strada c’è ancora da fare prima che la rappresentanza istituzionale rifletta la realtà sociale nella quale le donne sono presenti e spesso attive protagoniste.

            Paola schiavulli (Forum Nazionale donne socialiste)


9 luglio 2011
SE NON ORA QUANDO UN PAESE DI DONNE?

Il Forum nazionale donne socialiste aderisce all’incontro “SE NON ORA QUANDO UN PAESE PER DONNE?” del 9 e 10 Luglio a Siena.

“Questo è il tempo delle donne, perché le donne sanno come ricucire gli strappi,  perché sono quelle che maggiormente vengono chiamate in causa, nel bene e nel male, in questo periodo storico in cui la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere offendono la credibilità di tutte - dice in una nota Paola Schiavulli del FDS- Manifestiamo insieme tutto il nostro sdegno e la nostra amarezza, nei confronti di una società che svilisce le potenzialità ed i talenti delle donne con la sua visione antica delle donne pagate, poniamo le basi per una società nuova in cui la nostra collocazione possa essere diversa, e permetta realmente la piena realizzazione della persona.

26 giugno 2011
PARLAMENTARISMO NERO

PARLAMENTARISMO NERO

Dopo i risultati delle amministrative e dei referendum si apre uno spazio larghissimo di agibilità democratica, nuove generazioni si affacciano alla politica donne e giovani che sono più avanti della politica dei vecchi partiti  e delle forze politiche che li vogliono rappresentare. Nel ridefinire l’ipotesi politica non possiamo rimanere insensibili alla domanda di cambiamento che ci viene posta dalle piazze. Per fare questo dobbiamo creare nuovi spazi di democrazia e di partecipazione in grado di accogliere le nuove generazioni che si affacciano alla politica aprendo il campo della speri mentalità, cogliendo il messaggio che ci arriva dalla società che è più avanti della politica più democratica, più riformista che supera la retorica dei partiti. Serve l’elaborazione di una politica nuova, trasparente, nuda politica. La fuga del governo dalle camere pone una grave questione democratica perché annulla le funzioni del Parlamento luogo di confronto tra opposizione e governo. La paura dell’accentuazione di conflitti politici e l’incapacità di saperli governare e risolvere porta inevitabilmente alla soppressione delle funzioni del Parlamento con l’effetto di spostare nei salotti delle ville  i dibattiti che dovrebbero tenersi sotto gli occhi di tutti, un modo per il governo di evitare conflitti laceranti non solo con l’opposizione ma con tutto il parlamento compresa la sua maggioranza, attitudine primaria di questo governo che  Gramsci identificò e definì “parlamentarismo nero”. Tutto è deciso nelle ville, e nelle residenze private, in bermuda e con la bandana lontano da occhi indiscreti. In Parlamento approdano solo pezzi di carta senza alcun valore, le vere decisioni sono prese in altre sedi. Non ricordo ad esempio di aver mai visti il presidente del consiglio al question time, eppure è prevista la sua presenza almeno due volte al mese per rispondere alle domande dei parlamentari. I cittadini che hanno votato alle amministrative e ai referendum, vogliono cambiare questo stare delle cose, e avviare un confronto democratico anche sullo stato di salute della nostra democrazia. Dobbiamo fare attenzione a non dare un’interpretazione sbagliata del referendum non è stata una vittoria dell’antipolitica ne tanto meno del centrosinistra, ma dei movimenti , dei comitati, dei cittadini. Il cambiamento è profondo,  gli elettori  hanno votato in massa in difesa dei beni comuni perché l’acqua è diritto umano e bene comune, due elementi che vanno stretti insieme beni comuni non solo enunciati, ma praticati. Con il voto sul legittimo impedimento il popolo dei referendum ha riaffermato con forza, la visione non solo idealistica ma reale che nella nostra società nessuno è più garantito di altri e che la legge è uguale per tutti. Sulla base di queste valutazioni, è necessaria concretezza di atti quotidiani e un profilo programmatico nuovo, pochi punti essenziali su cui richiedere il consenso.

20 giugno 2011
NOI SIAMO LE SOCIALISTE

Noi siamo le socialiste

Quanto accaduto alla coordinatrice dell’ FDS Basilicata, Margherita Torrio, è l’ultima d’innumerevoli contestazioni cui andiamo incontro come donne socialiste. Margherita ha abbandonato un tavolo di lavoro con alcune associazioni di Potenza, riunite per la preparazione di un evento, perché non ritenevano opportuno il nostro simbolo e il nostro nome contenenti la parola “ SOCIALISTE”, che più di una parola è la nostra identità politica. A parte il fatto che nessuna donna socialista è stata mai sorpresa a fare qualcosa di illecito, gli scandali non ci hanno mai toccato, ma non riesco a capire come tale problema possa venir sollevato da associazioni femminili, che dovrebbero rispettare il lavoro delle donne. Ho denunciato già altre volte, la difficoltà che abbiamo nello svolgere il nostro lavoro sia nel partito che fuori. Nel partito abbiamo difficoltà a trovare spazi e visibilità perché organizzate con nome e simbolo nostro, all’infuori che nel periodo elettorale, ma non ci sentiamo dei semplici atti tecnici, né ci sentiamo strumentalizzate, lo facciamo con amore, amore verso il partito, e non verso gli uomini del partito, che comunque impegniamo continuamente a prendere posizione e a guadagnarsi il ruolo che ricoprono. Abbiamo deciso di fare a meno degli ingressi riservati per far carriera, siamo quelle che stanno in piedi senza supporto alcuno, perché siamo le artefici di questo spazio pubblico che è il Forum, aperto a diverse realtà politiche e associative, divenuto con il tempo, strumento indispensabile di spinta e difesa alle battaglie che ognuna affronta nella realtà sociale. Siamo da sempre contro un modo vecchio di fare politica che ci preclude gli spazi, e abbiamo deciso di lavorare nel partito, perché ne conosciamo il limite segnato dal gran numero di risorse femminili sprecate. Il nostro è un processo attivo, che non si fermerà finché non sarà riconosciuto attraverso la delega di nuove e maggiori responsabilità dirigenziali. Le socialiste sono state tra le prime a lottare per l’indipendenza e l’emancipazione femminile, ma evidentemente non abbiamo conquistato il rispetto e la fiducia né degli uomini né delle donne. Come forum e come socialiste ci siamo spinte oltre la piattezza del “ fare per fare”, dell’attivismo narcisistico, oltre gli slogan ideologici, gli arrivismi e particolarismi più diversi. Quello che ci sta più a cuore è la valorizzazione dei processi partecipativi e la costruzione di relazioni tra persone, per far lievitare una cultura sensibile alla crescita e alla pratica della solidarietà. Noi siamo le SOCIALISTE, e non ci vergogniamo di esserlo, ne ripudiamo un nome che ha in se la motivazione del nostro impegno, ma comprendiamo chi vuole prenderne le distanze, perché la nostra storia potrebbe travolgere. Piena solidarietà a Margherita Torrio, continuiamo a combattere perché le SOCIALISTE, difficilmente mollano, fatevene una ragione sia nel partito che fuori.

Paola schiavulli per il Forum nazionale donne socialiste





permalink | inviato da PaolaSchiavulli il 20/6/2011 alle 23:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
15 giugno 2011
UNA NUOVA SINISTRA

Una nuova sinistra

L’ondata di sdegno causata da vicende che hanno coinvolto il presidente del consiglio, in cui lo scambio sesso- denaro- carriera coinvolgeva le maggiori cariche dello Stato, sembra essere stata assorbita completamente e per intero da un moto più generale che ha portato il centro-destra a perdere le ultime elezioni amministrative e il referendum del 12/13 giugno. Riguardo alle elezioni amministrative, la condizione di debolezza in cui versa il centro-sinistra, e la mancanza di proposte alternative e di rilievo, non ha comunque condizionato la scelta degli elettori che hanno deciso di voltare pagina, grazie alla possibilità data dal tipo di sistema elettorale in vigore per le amministrative, che permette ai cittadini di esprimere la loro scelta. La preferenza espressa attraverso il voto rappresenta principalmente una dichiarazione di fiducia e di condivisione che oggi appare sempre più lontana dalle modalità di scelta che guidavano il voto in tempi passati, quando l’influenza mediatica era meno incisiva. L’attuale comportamento di voto, infatti, appare come un processo di scelta sempre più “personalizzata”, cioè mosso in modo crescente dalle caratteristiche individuali dei candidati, aspetti che giocano un ruolo più importante di quelli che in passato avevano un peso maggiore, quali le ideologie, le tradizioni, i valori e gli interessi delle classi sociali, delle famiglie e dei singoli elettori. I comportamenti più ponderati e razionali che alimentavano l’espressione delle preferenze in passato, oggi appaiono sostituiti da scorciatoie di pensiero più approssimative, un atteggiamento che può essere considerato una risposta naturale al crescente, e talvolta confuso, numero d’informazioni, spesso contrastanti, trasmesse dai mass media quotidianamente. Probabilmente come donna tendo a sintetizzare gli avvenimenti e ad avere uno sguardo pratico che rifugge inutili festeggiamenti, il centro sinistra ha vinto, finalmente è adesso che si fa? Dovremmo iniziare da subito a preparare tutti gli strumenti utili al consolidamento e ampliamento di questa vittoria, intercettando dei progetti per la società e idee, su cui scontrarsi e incontrarsi, dare nuovo vigore alla nostra proposta politica e a tutte le politiche di modernizzazione per uscire dal lungo torpore istituzionale in cui ci troviamo.

Paola schiavulli

Forum nazionale donne socialiste

5 giugno 2011
MINACCIA DA STEREOTIPO

MINACCIA da STEREOTIPO

Sono cresciuta nelle sezioni di Partito. Ci andavo con mio padre, e poi ho continuato a frequentarle da sola. Erano l’unico luogo dove potevo andare da sola, senza il controllo di mia madre, di mio fratello, di mio padre, perché considerati luoghi protetti dove nulla poteva accadermi di grave. Il controllo a quel punto passava direttamente ai compagni più anziani, le baby sitter preferite dai miei. Ho imparato a essere una brava persona grazie a loro, mi hanno insegnato l’onestà, il rigore, la coerenza, lo spirito di sacrificio e a essere una persona libera, una scuola di grande dignità umana quella socialista. Ho imparato dai “ grandi” a considerare gravi mali l’opportunismo, e il massimalismo e a combattere contro ogni tipo di sfruttamento, discriminazione, ingiustizia, sopruso, e privilegio, e a contrastare nepotismi, padrinati e delfinismi. Non ho mai sentito come un problema, la differenza di genere, perché non mi hanno mai trattato come una femmina, ma come una persona. Negli anni ho portato tutto questo dentro di me, cercando di fare il possibile perché il mio essere socialista, donna di sinistra, fosse un valore aggiunto ovunque andassi e con chiunque fossi. Ma era il periodo dei grandi ideali, della grande politica, era il periodo dei grandi leader, il periodo del grande partito, anche la rivoluzione sembrava possibile allora. 17 anni di Berlusconismo, fanno aumentare la nostalgia per quei tempi e per quegli uomini, per un partito, dove la capacità e l’intelligenza non avevano sesso, e aumenta lo sconforto quando guardandomi attorno, mi rendo conto che sono pochi gli uomini rimasti immuni dal morbo del Berlusconismo. Così può capitare che nelle sezioni storiche, che hanno da sempre la funzione di motore organizzativo e di risposta alle necessità sul territorio del partito, scatti il solito copione recitato dall’uso di un linguaggio difensivo usato dagli uomini per attenuare quella consapevolezza di essere incapaci di gestire le situazioni. Cosi gli incontri politici si trasformano in uno show fatto di battute, barzellette e doppi sensi dettati dal testosterone, più che critiche e proposte operative concrete. Dal pettegolezzo facile dettato dalla disistima, alla battutina veloce il passo è breve e contrastare questo comportamento produce un ulteriore passaggio, l’offesa nell’intimo e nel personale, donna uterina, isterica, in meno pausa, luoghi comuni cui fa riferimento chi fantasia non ha. Il fatto è che spesso tale atteggiamento è garantito, e giustificato dalla presenza di dirigenti del partito, che credono di acquisire autorevolezza solo per la posizione occupata in una stanza, o dietro la scrivania o davanti. Signora Politica bella e crudele diventata in breve politica del testosterone, che spesso trova la risposta a tutto questo al bar, in fondo a un bicchiere di vino, per soffocare quel prurito ancestrale che si trasforma in battuta, e che segna il massimo della degenerazione politica. Euristiche di pensiero, per nascondere un fastidio inconscio per quel complesso di superiorità ferito che tanti uomini giovani e non, hanno. Tutto ciò basta a farti sperare che tornino uomini gli uomini di ieri, quelli del prima il cervello e poi tutto il resto. Così le donne disertano i luoghi della politica e non solo per una questione di effettiva impossibilità di ottenere adeguati spazi e riconoscimenti, ma semplicemente perché manca la possibilità di costruire, lavorare per obiettivi usando la politica come veicolo per perseguire obiettivi d’interesse collettivo e non personale.


SOCIETA'
25 maggio 2011
GIANNI, RENATA e la malasanità
GIANNI, RENATA E LA MALASANITA'
Può capitare di doverti ricoverare in un ospedale di Roma. Per prima cosa mettono il tuo nome in una lista, in fila, ad aspettare. Poi un giorno un’infermiera ti chiama e ti dice, lei è il prossimo della fila, e ti devi sbrigare perché se non fai in fretta, c’è il rischio che il letto ti sia occupato da quelli che stanno in fila, sulle barelle, sulle sedie, per terra, al Pronto Soccorso, e non si possono mescolare le file, ognuno ha la sua. Ti può capitare poi che dopo un po’, tu chieda di essere dimesso, perché stai bene, perché sono passati 11 giorni, perché non hai bisogno di terapie particolari. Lo dici al medico della fila dei medici che operano, ma quello non ti risponde alza le spalle e se ne va. Ma è normale, lui che ne sa, mica sta in fila con te. Allora lo chiedi alle infermiere, e loro ti dicono meravigliate, perché te ne vuoi andare? perché vuoi uscire dalla fila prima? Come prima. Certo prima. Ma prima di che. Prima che arrivi quello che è in fila dopo te. E ti spiegano che se rompi la fila prima, il letto rimane vuoto e lo occupano quelli in fila al pronto soccorso, e quello che è dopo di te nella fila, perde il posto e con lui tutti quelli che vengono dopo, insomma salta tutta la fila per colpa tua, che ti sentirai pure bene, ma sei un egoista. E ti dicono che non è bello chiedere di andare via prima dalla fila, e se la stessa cosa la faceva quello che stava in fila prima di te? Il tuo letto lo avrebbe occupato uno di quelli che fa la fila sulle barelle al Pronto Soccorso, e tutto l’ordine della fila saltava. Devi sentirti in colpa, e avere dei rimorsi per quello dopo di te in fila, e quello dopo, quello dopo e quello dopo ancora, tutta la fila, non ci si comporta così, non si esce dalla fila quando ci pare e piace. Uno che vuole uscire dalla fila è uno sbagliato, è un estremista, un comunista, un extracomunitario, un nero, un ebreo, un gay e pure un meridionale, non si va contro l’ordine costituito. Se sei in fila, resti in fila e tieni il posto per quello che è in fila dopo di te, altrimenti arriva uno che sta in fila sulla barella al pronto soccorso, e quella è un’ altra fila. Ancora non consapevole del dramma che stai causando, vai a parlare con il capo della fila dei medici che operano, che controllano la fila di quelli che si devono operare, e quello dice, noi siamo organizzati così, uno esce e lascia il letto a quello che entra, sempre rispettando la fila. Certo è normale se ci pensi, se un letto rimane vuoto che utilità ha, poi si rischia che ti mandino quelli della fila giù al Pronto Soccorso,ma quella è un’altra fila e ognuno ha la sua, così tutto funziona, così tutto è bene organizzato, ma chi è lo scienziato che ha inventato tutto questo, è un metodo perfetto! E’ normale che s’incazzino tutti, perché sei uno che rompe gli equilibri, anzi le file, ma lo vuoi capire che non sei nessuno se non stai in una fila? Non hai identità senza fila, la fila è un bene sociale e tutti in fila si vive meglio e tutto funziona. Ma come ti è venuto in mente di dire al medico della fila dei medici che operano, che non è stato sincero con te, più sinceri di così, mica ti ha detto che è rotta la tac, come al vecchietto con il pigiama a righe, con sulle spalle scritto il nome del Reparto, anzi della fila, perché ogni tanto si perde per i corridoi, anche lui è in fila ma non se lo ricorda più, anche lui svolge un servizio sociale, occupa un posto, perché non sia mai che, mandino quelli in fila sulle barelle al Pronto Soccorso. E’ normale, si normale, che il medico della fila dei medici che operano ti urli, ma chi sei tu, chi credi di essere. Io, un infermiere professionale, embè, ce l’hai una fila? No, ma sono precario, e che è una fila quella. Infatti, i precari non se li fila nessuno, perché non stanno in fila ecco perché. Hai capito che non si può uscire dalla fila così senza preavviso, la gente lavora. Non importa se alle 13 hai firmato per uscire contro la volontà della fila dei medici che operano, non si esce dalla fila cosi tanto per, devi aspettare il medico anche se hai firmato per uscire dalla fila, perché se il Pronto Soccorso se ne accorge ti manda uno in fila in barella, e ha ragione pure l’infermiera, che ti chiede, ma dove devi andare, a ballare, no fuori dalla fila. Ma perché, che ti manca in fila, così è naturale che alle 16, il dottore della fila dei medici che operano, non riuscendo a convincerti a rimanere, ti augura che il ginocchio ti si gonfi come un pallone, te la sei cercata, così impari a rimanere in fila. Entra nella stanza pure il capo della fila dei medici che operano e dice,calma sicuramente è un semplice misunderstanding, si certo un qui pro quo , giusto! E’ semplice e razionale, possibile che non capisci?Se rimani in fila quello che è in fila dopo di te trova il posto letto senza il pericolo che quelli in fila al Pronto Soccorso sulle barelle, lo occupino. Quello che ti sfugge, caro senza fila, è che la fila è ordine universale, la fila è organizzazione, ognuno di noi nella sua fila, contribuisce alla costruzione di una società perfetta.
10 maggio 2011
perchè uccidete le donne

Chi siamo, se possiamo disprezzare a tal punto la vita degli altri, fino a distruggerla completamente, e chi sono gli uomini che perpetrano indisturbati azioni di una crudeltà enorme che non possono e non devono avere scusanti. Questo comportamento non è comunque riconducibili al decadimento morale della nostra società, perché atti di abuso e di violenza ai danni di donne e bambini sono presenti da sempre Per compiere un atto di violenza nei confronti di un innocente, bisogna prima dichiararlo colpevole, perché la nostra coscienza non ci permette di abusare di vittime innocenti,ognuno avverte che non si può far del male per capriccio, in noi esistono due verità in contrasto tra loro, da un lato abbiamo meraviglia e rispetto della vita e dall’altro atrocità di ogni genere.

Gli ultimi fatti di cronaca, fotografano una situazione sempre più violenta nei confronti delle donne. Continua lo sterminio ad opera di ex conviventi,compagni, mariti che disprezzano a tal punto la vita degli altri, fino a distruggerla completamente, uomini che perpetrano indisturbati azioni di una crudeltà enorme che non possono e non devono avere scusanti. La violenza fatta alle donne non può essere riconducibile a semplici reati di criminalità comune, perchè a monte , c'è un problema di violenza quotidiana, casalinga e istituzionale. Le donne hanno un terzo delle probabilità di essere uccise rispetto agli uomini, in compenso, rispetto agli uomini, hanno 4 volte più di loro la possibilità di essere uccise dal coniuge o dal partner. La famiglia non è sempre un luogo di amore e sicurezza e l’antica sopraffazione maschile sulla donna non scompare con l’avanzare del cosidetto progresso è solo divenuta più subdola e multiforme in un malefico miscuglio di sesso amore dipendenza colpa e potere. La politica e le istituzioni d'altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente, mentre dovrebbero assicurare alle donne che subiscono violenza, compresa la minaccia di tali atti, il diritto ad un sostegno per consentire loro di recuperare e rafforzare la loro autonomia, la loro libertà, garantite da una giustizia che difende e non offende.





permalink | inviato da PaolaSchiavulli il 10/5/2011 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Non credo nei politici formati da qualche master,piuttosto che in mezzo alla gente, a contatto con le problematiche territoriali e alle loro implicazioni politico-amministrative Io credo in una politica che si basa sul confronto quotidiano con i problemi reali dei cittadini e dei quartieri I cittadini sono sempre più lontani dalla vita politica di cui invece dovrebbero essere i veri protagonisti Il dirigismo sempre più presente nella gestione dei partiti e la vigente legge elettorale secondo cui gli eletti sono scelti dai partiti piuttosto che dagli elettori non aiutano ad avvicinare la gente alle formazioni politiche Dobbiamo favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla politica,dandogli la possibilità di scelta di verifica di relazione con l’eletto. Cambiare la pessima legge elettorale in vigore è cosa necessaria,proporzionale,maggioritario o misto ma che sia un sistema che in grado di garantire la governabilità dando agli elettori il massimo potere decisionale non è una questione marginale, ma di sostanza democratica.

...HO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO...

Volete aiutarmi nel mio lavoro di tesi?

Basta cliccare sul link e vi si aprirà un questionario rivolto alle donne militanti, una volta riempito potrete rispedirlo al mio indirizzo di posta elettronica: paolaschiavulli@yahoo.it

La mia tesi è di Psicologia Politica ed ho bisogno dell’aiuto di tutte perchè più il campione è numeroso più valida sarà la ricerca. Sono consapevole che le donne militanti non sono molte, ma se quelle poche collaborano o la mia ricerca avrà successo. Tutto sarà coperto da anonimato e nel rispetto della legge sulla privacy. Grazie per il prezioso aiuto

Questionario Tesi













ED ECCOMI TORNARE VELA SUL MARE
PORTATA LONTANO DALLA CORRENTE
IN ACQUE SEMPRE PIU' LIMPIDE












SE PENSI
-che i soldi dello stato debbano essere destinati alla scuola pubblica e non al finanziamento di scuole private
-che non si possa andare in galera per uno spinello e che il proibizionismo non serva nè a combattere la droga nè ad aiutare i drogati
-che l'aiuto alle famiglie debba valere anche per le coppie di fatto
-che l'occupazione si promuova con l'inserimento nel mercato del lavoro di giovani,donne e disoccupati e non con il salvataggio di aziende decotte
-che non sia necessario andare dal notaio per acquistare una casa o una macchina usata
-che le possibilità di diventare medico,avvocato o giornalista non debba essere limitata da ordini professionali chiusi e corporativi
-che i costi delle assicurazioni e dei pubblici servizi derivino dalla mancanza di concorrenza
-che il mondo del precariato debba godere di adeguate tutele salariali e normative
-che la ricerca scientifica debba essere libera e incentivata
-che i giudici debbano rispondere a qualcuno del loro operato
-che la chiesa debba godere di tutte le libertà ma non di privilegi
-che lo stato laico garante dei diritti e delle regole sia una conquista fondamentale

QUESTO E' IL TUO SIMBOLO
 

E' FINITA L'ultimo esame è andato, ora non rimane che la tesi, è una sensazione meravigliosa, anche se le cose finite mi mettono un po' in ansia, la mia tesi è un po' impegnativa ma sono certa che ce la farò, il mio gatto continuerà a seguirmi, adora i libri di psicologia





ti sono comunque e sempre vicina



triste è la stella che non trova
un cielo dove potersi fissare
Caldo era il sole
Buono era il pane
Dolce il mio amore
prima della tempesta










IL CANNOCCHIALE